Probiotici per cane e gatto: quando servono davvero e come scegliere quelli giusti

Sempre più presenti negli integratori, ma li conosciamo davvero?

Negli ultimi anni i probiotici sono diventati tra gli ingredienti più utilizzati negli integratori per cane e gatto.

Li troviamo in prodotti destinati al benessere intestinale, al supporto del sistema immunitario, durante le terapie antibiotiche e persino negli alimenti funzionali.

Molti proprietari, però, tendono a considerarli una soluzione universale per qualsiasi problema digestivo.

Il cane ha la diarrea? Probiotico.

Ha assunto antibiotici? Probiotico.

Le feci sono un po’ molli? Ancora probiotico.

In realtà, come accade per molti integratori, la risposta non è così semplice.

I probiotici possono essere estremamente utili, ma solo se utilizzati nelle situazioni corrette e scegliendo prodotti formulati specificamente per la specie animale.

Capire cosa sono, come funzionano e quali sono i loro limiti permette di utilizzarli in modo molto più efficace.


Cos’è il microbiota intestinale

Prima di parlare di probiotici è importante capire cos’è il microbiota.

All’interno dell’intestino di cane e gatto vivono miliardi di microrganismi, principalmente batteri, ma anche lieviti, virus e altri microorganismi.

Questo insieme prende il nome di microbiota intestinale.

Per molti anni si è pensato che questi batteri servissero soltanto alla digestione.

Oggi sappiamo che il loro ruolo è molto più ampio.

Un microbiota in equilibrio contribuisce a:

  • favorire la digestione dei nutrienti;
  • produrre alcune vitamine;
  • proteggere l’intestino da batteri patogeni;
  • sostenere il sistema immunitario;
  • mantenere integra la barriera intestinale;
  • modulare alcuni processi infiammatori.

Non è un caso che circa il 70% delle cellule del sistema immunitario sia localizzato proprio a livello intestinale.

Per questo motivo la salute dell’intestino influenza molto più della semplice digestione.


Cosa sono i probiotici?

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e della FAO, i probiotici sono:

“microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite.”

In parole semplici, sono batteri “buoni” che aiutano a mantenere l’equilibrio del microbiota.

Tra i ceppi più utilizzati nella medicina veterinaria troviamo specie appartenenti ai generi:

  • Enterococcus
  • Lactobacillus
  • Bifidobacterium
  • Bacillus

Ogni ceppo possiede caratteristiche differenti e può svolgere funzioni specifiche.

Per questo motivo non esiste un probiotico valido per qualsiasi situazione.


Come agiscono nell’intestino

Una volta raggiunto l’intestino, i probiotici possono svolgere diverse funzioni.

Possono contribuire a:

  • competere con batteri indesiderati;
  • produrre sostanze utili per la salute intestinale;
  • favorire l’equilibrio del microbiota;
  • supportare la barriera intestinale;
  • modulare la risposta immunitaria locale.

È importante sottolineare che non “colonizzano” necessariamente l’intestino in modo permanente.

Molti svolgono la loro funzione durante il periodo di assunzione e successivamente vengono eliminati.


Quando possono essere davvero utili

Esistono diverse situazioni in cui il veterinario può consigliare un’integrazione probiotica.

Dopo una terapia antibiotica

Gli antibiotici eliminano i batteri responsabili dell’infezione, ma possono alterare anche parte della normale flora intestinale.

Per questo motivo, in alcuni casi, un probiotico può aiutare il microbiota a ritrovare più rapidamente il proprio equilibrio.

Durante episodi di diarrea

In presenza di diarrea acuta, alcuni ceppi probiotici possono contribuire a ridurre la durata dei sintomi e favorire il recupero della normale funzione intestinale.

Naturalmente è fondamentale individuare anche la causa della diarrea.

Nei cambi di alimentazione

Ogni modifica della dieta rappresenta una piccola sfida per il microbiota.

Durante una transizione alimentare graduale, un supporto probiotico può essere utile nei soggetti più sensibili.

Nei periodi di stress

Viaggi, pensioni, adozioni, gare sportive o cambiamenti ambientali possono influenzare anche l’intestino.

Stress e microbiota sono infatti strettamente collegati attraverso quello che oggi viene definito asse intestino-cervello.

Alcune patologie croniche

In presenza di alcune malattie gastrointestinali croniche il veterinario può valutare l’inserimento di specifici probiotici all’interno di un piano terapeutico più ampio.


Non tutti i probiotici sono uguali

Questo è probabilmente l’aspetto più importante.

Molti prodotti riportano semplicemente la scritta “contiene probiotici”, ma questo non significa automaticamente che siano efficaci.

Bisogna valutare diversi aspetti.

Il ceppo batterico

Non basta conoscere il genere del batterio.

Anche ceppi appartenenti alla stessa specie possono avere effetti completamente differenti.

Per questo motivo gli studi scientifici vengono condotti su ceppi ben identificati.

La quantità

Un probiotico deve contenere una quantità sufficiente di microrganismi vivi per poter esercitare il proprio effetto.

La stabilità

I batteri devono arrivare vivi nell’intestino.

Una formulazione poco stabile potrebbe perdere gran parte della propria efficacia già durante la conservazione.

Le evidenze scientifiche

Non tutti i prodotti disponibili sul mercato possiedono lo stesso livello di documentazione scientifica.

È sempre preferibile scegliere formulazioni supportate da studi veterinari.


Probiotici e prebiotici: non sono la stessa cosa

Questi due termini vengono spesso confusi.

I probiotici sono batteri vivi.

I prebiotici, invece, sono sostanze che nutrono i batteri benefici già presenti nell’intestino.

Tra i prebiotici più conosciuti troviamo:

  • FOS (frutto-oligosaccaridi);
  • MOS (mannano-oligosaccaridi);
  • inulina.

Molti integratori combinano entrambe le componenti per ottenere un supporto più completo.


I probiotici rafforzano davvero il sistema immunitario?

L’intestino rappresenta uno degli organi immunitari più importanti dell’organismo.

Un microbiota equilibrato contribuisce al corretto funzionamento delle difese immunitarie.

Questo però non significa che un probiotico “aumenti le difese” in modo generico.

Piuttosto, può contribuire a mantenere l’equilibrio intestinale, che a sua volta sostiene una normale risposta immunitaria.


Possono essere assunti tutto l’anno?

Non sempre.

In alcuni animali il veterinario può consigliare cicli periodici.

In altri casi vengono utilizzati solo durante situazioni specifiche.

Assumerli continuamente senza una reale necessità non offre necessariamente benefici aggiuntivi.

Come ogni integrazione, dovrebbe rispondere a un’esigenza precisa.


Gli errori più comuni

Quando si parla di probiotici, gli errori più frequenti sono:

  • utilizzare prodotti destinati all’uomo senza consiglio veterinario;
  • pensare che tutti abbiano lo stesso effetto;
  • interrompere una visita veterinaria limitandosi all’integratore;
  • utilizzarli come unica soluzione per diarree persistenti;
  • scegliere un prodotto solo in base alla pubblicità.

Quando è importante rivolgersi al veterinario

Un probiotico non sostituisce mai una diagnosi.

Se il cane o il gatto presenta:

  • diarrea persistente;
  • sangue nelle feci;
  • vomito ripetuto;
  • perdita di peso;
  • inappetenza;
  • dolore addominale;
  • sintomi ricorrenti;

è fondamentale individuare la causa del problema prima di iniziare qualsiasi integrazione.


Conclusione

I probiotici rappresentano uno strumento molto interessante nella nutrizione e nella medicina veterinaria moderna.

Possono sostenere l’equilibrio del microbiota intestinale e risultare utili in numerose situazioni, ma non sono una soluzione universale.

La loro efficacia dipende da molti fattori: il ceppo utilizzato, la qualità della formulazione, la situazione clinica e il corretto utilizzo.

Come sempre, l’approccio migliore non è cercare un prodotto “miracoloso”, ma costruire il benessere dell’animale attraverso una dieta equilibrata, uno stile di vita sano e una gestione personalizzata delle sue esigenze.


Bibliografia

  • WSAVA. Global Nutrition Guidelines.
  • FECAVA. Nutritional recommendations for companion animals.
  • Schmitz S, Suchodolski JS. Understanding the canine intestinal microbiota and its modification by pro-, pre- and synbiotics. Journal of Small Animal Practice.
  • Suchodolski JS. Intestinal microbiota of dogs and cats: a bigger world than we thought. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice.
  • Hand MS, Thatcher CD, Remillard RL, Roudebush P. Small Animal Clinical Nutrition. 5th Edition.
  • Case LP, Daristotle L, Hayek MG, Raasch MF. Canine and Feline Nutrition. 3rd Edition.

Carrello