Omega 3 (EPA e DHA) nel cane e nel gatto: ruolo su infiammazione, pelle e quando integrarli davvero

Gli acidi grassi Omega 3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), rappresentano uno dei supporti nutrizionali più utilizzati nella medicina veterinaria moderna.

Il loro impiego è ampio: dalla dermatologia alle patologie articolari, fino al supporto del sistema immunitario.

Tuttavia, la loro efficacia dipende da un utilizzo corretto, contestualizzato e scientificamente fondato. In questo articolo analizziamo i meccanismi d’azione, le reali indicazioni cliniche e i criteri per un’integrazione efficace.

Cosa sono EPA e DHA e perché sono biologicamente attivi

EPA e DHA sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena appartenenti alla famiglia degli Omega 3.

A differenza dell’acido alfa-linolenico (ALA), di origine vegetale, EPA e DHA:

  • sono già biologicamente attivi
  • non richiedono conversioni metaboliche significative
  • hanno effetti diretti sui processi cellulari

Le principali fonti sono:

  • olio di pesce (sardine, acciughe, sgombro)
  • olio di krill

Nel cane e nel gatto, la conversione di ALA in EPA e DHA è limitata, rendendo necessaria l’assunzione diretta di queste forme attive.

Meccanismi d’azione: come modulano l’infiammazione

Gli Omega 3 agiscono principalmente a livello delle membrane cellulari e delle vie biochimiche dell’infiammazione.

Competizione con gli Omega 6

EPA compete con l’acido arachidonico (Omega 6) per gli enzimi coinvolti nella produzione di eicosanoidi.

Questo porta a:

  • riduzione di prostaglandine e leucotrieni pro-infiammatori
  • produzione di mediatori meno infiammatori

Produzione di mediatori pro-risolutivi

EPA e DHA sono precursori di molecole come:

  • resolvine
  • protectine
  • maresine

Questi mediatori favoriscono la risoluzione attiva dell’infiammazione, non solo la sua riduzione.

Effetti sul sistema immunitario

Gli Omega 3 modulano:

  • attività delle cellule immunitarie
  • produzione di citochine
  • risposta infiammatoria sistemica

Questo li rende utili nelle condizioni infiammatorie croniche.

Effetti su pelle e barriera cutanea

La cute è uno degli organi che beneficia maggiormente dell’integrazione di EPA e DHA.

Miglioramento della barriera cutanea

Gli Omega 3 contribuiscono a:

  • stabilizzare le membrane cellulari
  • ridurre la perdita d’acqua transepidermica (TEWL)
  • migliorare l’idratazione cutanea

Riduzione del prurito e dell’infiammazione

In patologie come la dermatite atopica, è stato osservato:

  • riduzione del prurito
  • diminuzione dell’infiammazione cutanea
  • miglior risposta alle terapie convenzionali

Gli Omega 3 agiscono come coadiuvanti, non come terapia unica.

Altri effetti sistemici rilevanti

Apparato articolare

  • riduzione dell’infiammazione sinoviale
  • supporto in osteoartrite
  • miglioramento della mobilità

(Coerente anche con quanto evidenziato nella gestione dell’artrosi )

Sistema cardiovascolare

  • modulazione dei lipidi plasmatici
  • supporto alla funzione cardiaca
  • possibile ruolo nella prevenzione di alcune condizioni cardiache

Sistema nervoso

Il DHA è fondamentale per:

  • sviluppo neurologico (cuccioli)
  • funzione cognitiva
  • invecchiamento cerebrale

Quando integrare: indicazioni cliniche reali

L’integrazione è indicata in presenza di:

✔ Dermatiti (allergiche o infiammatorie)
✔ Patologie articolari (osteoartrite)
✔ Malattie infiammatorie croniche
✔ Supporto cognitivo nel cane anziano
✔ Diete squilibrate nel rapporto Omega 6 / Omega 3

Non è invece sempre necessaria in animali sani alimentati con diete complete e bilanciate di alta qualità.

Dosaggio: il vero fattore determinante

L’efficacia degli Omega 3 è dose-dipendente.

Le linee guida suggeriscono dosaggi basati sulla quantità combinata di EPA + DHA, variabili in base alla condizione clinica.

Un dosaggio:

  • troppo basso → inefficace
  • troppo alto → possibile rischio (alterazioni coagulazione, disturbi gastrointestinali)

Per questo è fondamentale una valutazione veterinaria.

Qualità e stabilità: aspetti spesso sottovalutati

Gli Omega 3 sono molecole altamente suscettibili all’ossidazione.

Un prodotto di qualità deve garantire:

  • elevata concentrazione di EPA e DHA
  • purezza (assenza di contaminanti come metalli pesanti)
  • presenza di antiossidanti (es. vitamina E)
  • corretta conservazione

Un olio ossidato non solo perde efficacia, ma può avere effetti negativi.

Il rapporto Omega 6 / Omega 3

Un aspetto chiave è il bilanciamento tra Omega 6 e Omega 3.

Le diete moderne tendono ad essere:

  • ricche di Omega 6
  • povere di Omega 3

Questo favorisce uno stato pro-infiammatorio.

L’integrazione di EPA e DHA aiuta a ristabilire un rapporto più equilibrato, con effetti positivi sistemici.

Conclusione

Gli Omega 3 (EPA e DHA) sono strumenti nutrizionali estremamente utili nella gestione di numerose condizioni cliniche.

Il loro valore non sta nell’essere “integratori universali”, ma nella capacità di:

  • modulare l’infiammazione
  • supportare la funzione cutanea
  • migliorare il benessere generale

L’efficacia dipende da tre fattori chiave:

  • corretta indicazione
  • dosaggio adeguato
  • qualità del prodotto

Un utilizzo consapevole permette di ottenere benefici concreti e misurabili.

Riferimenti scientifici

  • Bauer JE. (2011). Therapeutic use of fish oils in companion animals
  • Calder PC. (2015). Marine omega-3 fatty acids and inflammatory processes
  • World Small Animal Veterinary Association – Global Nutrition Guidelines
  • Logas D., Kunkle G. (1994). Double-blinded crossover study with marine oil supplementation in canine pruritic skin disease
  • Freeman LM et al. (2006). Nutritional modulation of cardiac disease in dogs
     
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