Con l’arrivo dell’autunno le temperature diminuiscono, le giornate si accorciano e cambiano spesso anche le abitudini del cane.
Da qui nasce una domanda molto comune: quando arriva il freddo, bisogna aumentare la quantità di cibo nella ciotola?
La risposta è: non necessariamente.
La temperatura ambientale può influenzare il fabbisogno energetico, ma non esiste una regola secondo cui ogni cane debba mangiare di più durante i mesi freddi. Il fabbisogno energetico dipende dall’interazione tra temperatura, attività fisica, condizioni di vita, età, stato riproduttivo, composizione corporea e caratteristiche individuali.
Le linee guida nutrizionali veterinarie sottolineano infatti che la valutazione deve essere personalizzata e tenere conto dell’animale, della dieta, dell’attività e dell’ambiente in cui vive.
Il freddo fa consumare più energia?
Con l’abbassamento delle temperature, l’organismo deve lavorare per mantenere stabile la temperatura corporea.
Quando un cane è esposto a temperature sufficientemente basse, può quindi aumentare la produzione di calore e, di conseguenza, il dispendio energetico.
Questo però non significa che ogni cane abbia bisogno di mangiare di più in autunno.
Un cane che vive prevalentemente in casa, in un ambiente riscaldato, e trascorre all’aperto solo il tempo delle passeggiate può avere esigenze molto diverse da un cane che vive per molte ore all’esterno.
Anche il tipo di mantello, la taglia, la composizione corporea, l’attività fisica e la durata dell’esposizione al freddo influenzano il fabbisogno energetico.
Per questo non è corretto aumentare automaticamente la razione con l’arrivo dell’autunno: bisogna valutare le condizioni reali di vita del singolo cane.
Autunno non significa automaticamente più attività
C’è poi un altro elemento da considerare.
Con l’arrivo dell’autunno alcuni cani possono diventare meno attivi.
Le giornate sono più corte, piove più frequentemente e le passeggiate possono diventare più brevi. Anche il cane può quindi trascorrere più tempo in casa e muoversi meno.
Questo significa che, mentre il freddo può aumentare il dispendio energetico in determinate condizioni, una diminuzione dell’attività fisica può contemporaneamente ridurre il fabbisogno.
Il risultato finale dipende quindi dalla situazione concreta del singolo animale.
Per esempio, un cane che trascorre diverse ore all’aperto in un ambiente freddo e continua a svolgere molta attività fisica può avere esigenze energetiche maggiori.
Al contrario, un cane che vive in appartamento, esce meno a causa della pioggia e trascorre più tempo sul divano potrebbe avere un fabbisogno energetico inferiore rispetto ai mesi precedenti.
Un cane che vive in casa non è uguale a un cane che vive all’aperto
Questo è uno dei motivi per cui la frase “in inverno bisogna aumentare la razione” è troppo generica.
Immaginiamo due cani dello stesso peso.
Il primo vive in appartamento a una temperatura confortevole, esce per le passeggiate quotidiane e trascorre la maggior parte della giornata in casa.
Il secondo vive prevalentemente all’aperto e trascorre molte ore esposto a basse temperature.
Le loro esigenze energetiche possono essere molto diverse, anche se peso e razza sono gli stessi.
Nel secondo caso l’esposizione ambientale può avere un peso maggiore sul dispendio energetico. Nel primo, invece, il cambiamento stagionale potrebbe avere un effetto minimo sul fabbisogno.
Per questo la razione dovrebbe essere adattata alle condizioni reali di vita, non semplicemente al mese dell’anno.
E se il cane durante l’autunno ingrassa?
Qui può verificarsi una situazione apparentemente paradossale.
Il proprietario pensa: “Fa più freddo, quindi avrà bisogno di più energia.”
Ma contemporaneamente il cane:
- fa passeggiate più brevi;
- corre meno;
- trascorre più tempo in casa;
- riceve gli stessi snack di prima;
- continua a ricevere la stessa quantità di alimento.
In questo scenario il fabbisogno energetico può diminuire mentre l’introito rimane invariato.
Nel tempo, questo squilibrio può favorire un aumento di peso.
Per questo, durante il cambio di stagione, è utile non guardare soltanto la quantità di alimento nella ciotola, ma osservare anche il livello di attività del cane e l’andamento del suo peso.
Non basta guardare i grammi di alimento
Quando valutiamo la dieta di un cane, non dobbiamo considerare soltanto la quantità in grammi.
Due alimenti diversi possono avere densità energetiche differenti. La stessa quantità di prodotto, quindi, non necessariamente fornisce la stessa quantità di energia.
Inoltre, l’alimento principale non è l’unica fonte calorica della giornata.
Bisogna considerare anche:
- snack;
- biscotti;
- premi durante l’addestramento;
- masticativi;
- avanzi della tavola;
- eventuali aggiunte all’alimento;
- alimenti utilizzati per somministrare farmaci;
- integratori che apportano energia.
Una valutazione nutrizionale completa deve prendere in considerazione tutte le fonti alimentari e il modo in cui vengono somministrate.
Questo è particolarmente importante nei cani di piccola taglia, per i quali anche quantità apparentemente modeste di snack possono rappresentare una quota significativa dell’apporto energetico giornaliero.
Il fabbisogno energetico non è uguale per tutti i cani
Anche a parità di peso, due cani possono avere esigenze energetiche differenti.
Il fabbisogno dipende da numerosi fattori individuali.
Età
Un cucciolo in crescita ha esigenze completamente diverse da quelle di un cane adulto.
Con l’avanzare dell’età, inoltre, il fabbisogno energetico può cambiare e in molti soggetti può diminuire, anche se la risposta non è uguale per tutti.
Per questo la razione dovrebbe essere rivalutata nel corso della vita.
Stato riproduttivo
Un cane sterilizzato può avere esigenze energetiche differenti rispetto a un soggetto intero.
Dopo la sterilizzazione è quindi utile monitorare peso e condizione corporea e verificare che la quantità di alimento rimanga adeguata.
Attività fisica
Un cane sportivo, da lavoro o semplicemente molto attivo avrà esigenze diverse da un cane prevalentemente sedentario.
Anche piccoli cambiamenti nella routine quotidiana possono modificare il dispendio energetico.
Taglia e composizione corporea
La taglia è importante, ma non basta.
Anche la composizione corporea ha un ruolo: due cani dello stesso peso possono avere quantità diverse di massa muscolare e tessuto adiposo e, di conseguenza, esigenze differenti.
Condizioni di salute
Alcune condizioni cliniche possono modificare metabolismo, attività, appetito o necessità nutrizionali.
Per questo, quando si osserva un cambiamento significativo del peso, non bisogna attribuirlo automaticamente alla stagione.
Come capire se la razione è ancora adeguata?
Il modo migliore non è aumentare o diminuire il cibo “a intuito”, ma monitorare il cane nel tempo.
Il peso è sicuramente un parametro utile, ma non è sufficiente.
È importante osservare anche la condizione corporea, cioè la quantità di grasso presente sull’animale, attraverso il Body Condition Score.
Il Body Condition Score permette di valutare visivamente e attraverso la palpazione la condizione corporea del cane, considerando elementi come la presenza della vita, la forma dell’addome e la facilità con cui si possono percepire le coste.
Questo parametro è importante perché un cane può avere un peso apparentemente normale ma una quantità di grasso superiore a quella desiderabile.
Allo stesso modo, un cane particolarmente muscoloso può avere un peso elevato senza essere in sovrappeso.
Per questo peso e condizione corporea dovrebbero essere valutati insieme.
Cosa fare durante l’autunno?
Non è necessario modificare automaticamente la razione.
È più utile chiedersi:
- Il mio cane si muove come prima?
- Trascorre più tempo all’aperto?
- La temperatura dell’ambiente in cui vive è cambiata significativamente?
- Il suo peso è stabile?
- La sua condizione corporea è rimasta invariata?
- Riceve più snack o premi rispetto a qualche mese fa?
- Le passeggiate sono diventate più brevi?
Queste informazioni sono molto più utili del semplice calendario.
Se il cane mantiene un peso e una condizione corporea adeguati, non c’è motivo di aumentare automaticamente il cibo soltanto perché è arrivato l’autunno.
Al contrario, se l’attività fisica diminuisce e il peso inizia a salire, potrebbe essere necessario rivalutare l’apporto energetico.
E per i cani che trascorrono molto tempo all’aperto?
Qui il discorso cambia.
Un cane che vive o lavora all’aperto in condizioni di freddo significativo può avere un fabbisogno energetico maggiore rispetto a un cane che vive in ambiente domestico.
In questi casi, però, non è sufficiente decidere autonomamente di aumentare la razione.
Bisogna considerare temperatura, durata dell’esposizione, attività fisica, caratteristiche del mantello, condizione corporea e risposta individuale.
Anche la possibilità di ripararsi dal freddo e avere un ambiente adeguato in cui riposare è fondamentale.
Un aumento dell’apporto energetico può essere appropriato in determinate condizioni, ma deve essere proporzionato alle reali necessità del cane.
Non bisogna confondere fame e fabbisogno energetico
Un cane che chiede più spesso cibo non necessariamente ha bisogno di più calorie.
Il comportamento alimentare può essere influenzato da abitudine, aspettativa, noia, rinforzo da parte del proprietario o semplice appetibilità dell’alimento.
Per questo, prima di aumentare la razione, è importante valutare il quadro completo.
Se il peso è stabile e la condizione corporea è corretta, una maggiore richiesta di cibo non costituisce da sola una ragione sufficiente per aumentare l’apporto energetico.
Al contrario, se il cane presenta un aumento dell’appetito associato a perdita di peso, aumento della sete, maggiore produzione di urina o altri cambiamenti, è opportuno parlarne con il veterinario.
Attenzione anche agli snack durante i mesi freddi
L’autunno può cambiare anche le nostre abitudini.
Quando si trascorre più tempo in casa, può capitare di offrire più spesso un biscotto, uno snack o un piccolo premio.
Presi singolarmente sembrano irrilevanti, ma se diventano quotidiani possono contribuire all’apporto calorico complessivo.
Lo stesso vale per i premi utilizzati durante l’addestramento.
Se il cane riceve molti bocconcini durante la giornata, sarebbe utile considerarli all’interno della sua alimentazione complessiva e non come calorie “invisibili”.
Quando è meglio chiedere consiglio al veterinario?
Se il cane aumenta o perde peso senza una spiegazione evidente, se cambia improvvisamente appetito oppure se il suo livello di attività diminuisce in modo significativo, è consigliabile parlarne con il veterinario.
Un cambiamento del peso non è sempre legato semplicemente alla quantità di cibo.
Età, stato riproduttivo, farmaci, condizioni metaboliche e altre problematiche possono influenzare il peso corporeo e il fabbisogno energetico.
Una valutazione professionale permette di capire se è sufficiente modificare la gestione alimentare oppure se è necessario approfondire la situazione.
La regola più importante: seguire il cane, non la stagione
L’autunno può modificare il fabbisogno energetico di alcuni cani, ma non esiste un aumento calorico stagionale valido per tutti.
Un cane che vive in casa e si muove poco potrebbe avere bisogno di meno energia rispetto ai mesi precedenti.
Un cane molto attivo che trascorre molte ore all’aperto al freddo potrebbe invece avere esigenze maggiori.
Per questo la nutrizione deve essere individualizzata e rivalutata nel tempo.
Le linee guida FEDIAF, riferimento europeo per la formulazione degli alimenti completi e complementari per cani e gatti, sottolineano l’importanza di formulare le diete sulla base dei fabbisogni nutrizionali e delle caratteristiche dell’animale.
Conclusione
Quindi, il cane in autunno deve mangiare di più?
Non necessariamente.
Il freddo può aumentare il dispendio energetico quando l’esposizione è sufficientemente significativa, ma la vita quotidiana del cane comprende molti altri fattori: attività fisica, ambiente, età, stato riproduttivo, peso e composizione corporea.
Per questo non è la stagione a stabilire quante calorie servono al cane.
È il suo reale fabbisogno energetico a dover guidare la quantità di alimento.
Durante l’autunno, quindi, più che aumentare automaticamente la razione, può essere utile osservare il proprio cane, controllare periodicamente peso e condizione corporea e verificare se sono cambiate attività e abitudini.
Una buona alimentazione non significa dare più cibo quando arriva il freddo.
Significa dare la quantità giusta per quel cane, in quella fase della sua vita e nelle condizioni in cui vive.
Riferimenti scientifici
American Animal Hospital Association (AAHA), 2021 AAHA Nutrition and Weight Management Guidelines for Dogs and Cats.
AAHA, 2023 Senior Care Guidelines for Dogs and Cats.
FEDIAF, Nutritional Guidelines for Complete and Complementary Pet Food for Cats and Dogs, 2025.
WSAVA, Global Nutrition Guidelines.
Merck Veterinary Manual, Nutritional Requirements of Small Animals.