Estate e frutta: possiamo condividerla con i nostri animali?
Con l’arrivo dell’estate aumenta la voglia di consumare alimenti freschi, ricchi di acqua e leggeri. È quindi normale chiedersi se anche il proprio cane o gatto possa gustare un pezzetto di anguria, melone o altra frutta di stagione.
Molti proprietari, mentre preparano una macedonia o tagliano un frutto, si ritrovano davanti un cane o un gatto curioso che aspetta un assaggio.
La risposta è sì, ma con alcune importanti precauzioni.
La frutta può rappresentare un piccolo snack estivo, ma non tutta è adatta ai nostri animali. Alcune varietà possono essere tossiche, mentre altre devono essere offerte solo in piccole quantità e dopo aver eliminato semi, noccioli o bucce.
Conoscere quali frutti scegliere permette di offrire un premio sano e sicuro, evitando errori che potrebbero compromettere la salute del proprio animale.
La frutta è davvero utile nella dieta di cane e gatto?
La frutta contiene acqua, fibre, vitamine e antiossidanti, ma non rappresenta un alimento indispensabile.
Un cane alimentato con una dieta completa e bilanciata riceve già tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Lo stesso vale per il gatto, che essendo un carnivoro stretto ricava la maggior parte dei nutrienti essenziali dagli alimenti di origine animale.
Per questo motivo la frutta deve essere considerata esclusivamente come uno snack occasionale e non come un’integrazione necessaria.
Può essere utile soprattutto durante i mesi estivi per offrire un piccolo premio fresco, ma senza sostituire parte della normale alimentazione.
I benefici della frutta durante l’estate
Se scelta correttamente, la frutta può offrire alcuni vantaggi.
Aiuta l’idratazione
Frutti come anguria e melone sono costituiti in gran parte da acqua e possono contribuire ad aumentare leggermente l’apporto idrico quotidiano.
Naturalmente non sostituiscono mai l’acqua fresca, che deve essere sempre disponibile.
Apporta fibre
Le fibre favoriscono il normale transito intestinale e possono contribuire al benessere digestivo.
Tuttavia, un eccesso può provocare diarrea o fermentazioni intestinali.
Contiene antiossidanti
Alcuni frutti, come i mirtilli, sono ricchi di sostanze antiossidanti che aiutano a contrastare lo stress ossidativo cellulare.
Questo non significa che siano indispensabili, ma possono rappresentare un piccolo complemento all’interno di una dieta già equilibrata.
Quali frutti può mangiare il cane?
Anguria
È probabilmente il frutto estivo più indicato.
Ricca di acqua e povera di calorie, può essere offerta eliminando completamente semi e buccia.
Melone
Anche il melone è generalmente ben tollerato e rappresenta uno snack fresco durante le giornate più calde.
Anche in questo caso è importante rimuovere la scorza.
Mela
La polpa della mela è sicura, purché vengano eliminati torsolo e semi.
I semi, infatti, contengono sostanze che possono risultare tossiche se ingerite in quantità elevate.
Pera
Può essere proposta in piccoli pezzi e sempre senza semi.
Fragole
Le fragole possono essere offerte occasionalmente, ricordando che contengono zuccheri naturali e non devono diventare uno snack quotidiano.
Mirtilli
Sono tra i frutti più interessanti grazie al loro contenuto di antiossidanti e vengono spesso utilizzati anche come piccolo premio durante l’addestramento.
E il gatto?
Molti gatti mostrano poco interesse per la frutta, ed è assolutamente normale.
Il gatto è un carnivoro stretto e non ha particolari esigenze nutrizionali che rendano necessario consumare alimenti vegetali.
Se dovesse apprezzare piccoli pezzi di anguria, melone o mela, può assaggiarli occasionalmente, sempre in quantità molto ridotte.
Non bisogna però forzarlo o introdurre abitualmente questi alimenti nella sua dieta.
La frutta che è meglio evitare
Non tutti i frutti sono sicuri.
Uva e uvetta
Sono tra gli alimenti più pericolosi per il cane.
Anche quantità molto piccole possono provocare insufficienza renale acuta in soggetti sensibili.
Per questo motivo vanno sempre evitate.
Avocado
L’avocado è molto ricco di grassi e contiene persina, una sostanza che può risultare problematica per diverse specie animali.
Non rappresenta quindi una scelta consigliata.
Ciliegie, pesche e albicocche
La polpa non costituisce il principale problema.
Il rischio maggiore deriva dai noccioli, che possono provocare soffocamento, occlusione intestinale e contenere sostanze tossiche.
Attenzione anche alle quantità
Uno degli errori più frequenti è pensare che un alimento sicuro possa essere offerto senza limiti.
Anche la frutta contiene zuccheri e calorie.
Se somministrata in eccesso può causare:
- diarrea
- fermentazioni intestinali
- aumento di peso
- alterazioni della dieta
Gli snack, compresa la frutta, non dovrebbero superare circa il 10% dell’apporto calorico giornaliero.
Frutta congelata: una buona idea?
Durante l’estate alcuni proprietari preparano piccoli cubetti congelati di anguria o melone.
Per molti cani possono rappresentare uno snack rinfrescante e piacevole.
È importante però offrirli sotto supervisione, evitando pezzi troppo grandi che potrebbero essere ingeriti rapidamente.
Nel gatto questa pratica è generalmente meno apprezzata.
Gli errori più comuni
Quando si parla di frutta, gli sbagli più frequenti sono:
- lasciare semi o noccioli
- offrire porzioni troppo abbondanti
- sostituire gli snack abituali con grandi quantità di frutta
- introdurre molti alimenti nuovi contemporaneamente
- pensare che “naturale” significhi automaticamente sicuro
La moderazione resta sempre la scelta migliore.
Quando è meglio evitarla
Prima di proporre nuovi alimenti è bene confrontarsi con il veterinario se il cane o il gatto soffre di:
- diabete
- obesità
- pancreatite
- patologie gastrointestinali croniche
- diete terapeutiche specifiche
In queste situazioni anche un semplice snack potrebbe non essere indicato.
Conclusione
La frutta può essere un piacevole premio estivo per molti cani e, più raramente, anche per alcuni gatti.
L’importante è scegliere i frutti giusti, eliminare sempre semi e noccioli, rispettare le quantità e ricordare che si tratta solo di un piccolo extra, non di un alimento fondamentale.
Come spesso accade in nutrizione, non è il singolo ingrediente a fare la differenza, ma l’equilibrio complessivo della dieta e la personalizzazione in base alle esigenze del singolo animale.
Bibliografia
- WSAVA. Global Nutrition Guidelines.
- Hand MS, Thatcher CD, Remillard RL, Roudebush P. Small Animal Clinical Nutrition. 5th Edition.
- Case LP, Daristotle L, Hayek MG, Raasch MF. Canine and Feline Nutrition. 3rd Edition.
- ASPCA. Toxic and non-toxic plants and foods for pets.
- Merck Veterinary Manual. Nutrition and toxicology in companion animals.